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Storia |
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L'aeroporto di Decimomannu, chiamato affettuosamente "Deci", è situato a circa 25 km da Cagliari in direzione nord / nord-ovest. Sorge fra i paesi di Decimomannu, Decimoputzu, San Sperate e Villasor al cui territorio comunale di fatto appartiene, occupando l'area sulla quale sorgeva il campo di volo durante la seconda G.M. L'aeroporto, è intitolato al Colonnello Pilota Giovanni Farina, Medaglia d'oro al V.M., sacrificatosi in azione nei cieli della Sardegna il 14 giugno 1942. Questa è la sua gloriosa storia: Poco prima dell’inizio del secondo conflitto Mondiale in Sardegna erano presenti quattro Aeroporti principali; Cagliari-Elmas (il più importante, con incluso idroscalo), Cagliari-Monserrato, Alghero-Fertilia e il piccolo idroscalo di Olbia. Con lo scoppio della Guerra furono allestiti altri Aeroporti, i cosiddetti “Campi di manovra”, i più importanti dei quali erano Decimomannu e Villacidro. Decimomannu denominato campo di manovra N°39, aveva una pista di volo in terra, lunga circa 2000 metri con orientamento nord-est / sud-ovest. L'aeroporto era idoneo ad ospitare un gran numero e varietà di aeromobili, risultando inoltre molto meno esposto alle incursioni nemiche rispetto agli altri aeroporti dell'isola. Privo di infrastrutture aeroportuali di un certo rilievo, gli unici edifici erano costituiti dalla fattoria "Su Danieli" composta da tre fabbricati rustici, all'interno dei quali furono predisposti il Comando di stormo e di gruppo, le mense Ufficiali e Sottufficiali, l'infermeria, il centralino e l'ufficio Comando. Per la sistemazione del personale si era provveduto a requisire vari immobili nell'abitato di Decimomannu. Con l’intensificarsi delle operazioni belliche verranno in seguito allestiti altri aeroporti: Capoterra, Milis, Case Zappara, Santa Giusta, Borore e Olbia-Venafiorita. Decimomannu diventa a tutti gli effetti un Aeroporto il 3 giugno 1940, con il trasferimento del 32° Stormo da Cagliari Elmas. Organizzato su due Gruppi di Volo il 38° e l'89°, lo Stormo è comandato dal Colonnello Gallo ed è equipaggiato con gli SM79, in sostituzione dei poco prestanti e vecchi S81. Insieme all'8° Stormo stanziato presso l'aeroporto di Villacidro, costituiva la X^ Brigata da bombardamento "Marte" comandata dal generale di B.A. Stefano Cagna. La storia di Decimomannu come aeroporto è legata indubbiamente alle gloriose azioni degli aerosiluranti del 32° e 36° Stormo.
SM79 operante dall'Aeroporto di Decimomannu intorno al 1940. Il 12 giugno 1940 ventuno SM79 decollati da Decimomannu bombardarono il porto francese di Biserta. Questa azione di guerra è la prima in assoluto da parte dell’Italia contro il nemico. Il 32° Stormo operò principalmente in azioni di bombardamento in Corsica, e siluramento di naviglio nemico nel Mar Mediterraneo partecipando alla prima Battaglia delle Baleari contro la Squadra Navale Inglese. In tale evento, la sua Bandiera, meritò la Medaglia d'Argento al Valor Militare. In un attacco condotto contro Gibilterra, in un aspro combattimento aereo, cadde il Comandante della 49^ Squadriglia, Capitano Pilota Armando Boetto, alla cui memoria fu concessa una medaglia d'oro al V.M. ed al cui nome oggi è dedicato lo Stormo.
Sull'Aeroporto di Decimomannu operarono saltuariamente alcuni gruppi di volo della Luftwaffe. Qui è raffigurato uno Ju87 Stuka, in pessime condizioni. Nel 1943 la Sardegna subì i primi attacchi aerei da parte degli alleati e il 17 febbraio l'aeroporto di Decimomannu, per la prima volta venne bombardato dalle fortezze volanti. Nel frattempo, sull'aeroporto si rischierarono in periodi diversi altri reparti della Regia Aeronautica tra cui i più noti furono il 108° Gruppo del 36° Stormo e il 132° Gruppo Autonomo dotati entrambi di SM79, il 17° Gruppo del 1° Stormo con i Macchi MC202, il 160° Gruppo autonomo con i caccia Reggiane RE2001. Successivamente, a difesa del territorio subentrò la Luftwaffe. In tre anni di guerra, dal '40 al '43, volarono in azioni di guerra, da questo aeroporto personaggi, i cui nomi sono entrati nella leggenda: Unia, Boetto, Cimicchi, Graziani, Farini, Aichner, Casini, Marescalchi, Seidl, Erasi,Pfister, Buscaglia e diversi altri. Con l'armistizio dell'8 settembre 1943, a Deci arrivarono gli Americani. Il loro arrivo determinò da parte degli stessi l'utilizzo delle installazioni aeroportuali preesistenti sul luogo e l'ampliamento di alcune di esse.
I rifugi, oggi in disuso, sono le uniche costruzioni risalenti al secondo conflitto mondiale, ancora presenti nell'area aeroportuale. L'aeroporto, fu oggetto di importanti lavori riguardanti le aree di manovra; lavori che iniziarono già a partire dal 14 ottobre 1943 da parte del 888° e 845° Aviation Engineeer. Alla fine dello stesso mese giunsero sul suolo di Decimomannu i primi B26 Marauder del 319°/320° Bomb Group della NAAF Americana. Il 12 novembre venne effettuata la prima incursione da parte dei bombardieri per sostenere le operazioni di sbarco degli alleati sulla Campania. Ma i Marauder si distinsero soprattutto nell'attacco dell'Abbazia di Montecassino. Nel febbraio del 1944 iniziarono i lavori di ampliamento dell'Aeroporto; l'obiettivo dei militari americani era ambizioso e portò alla nascita di un sistema di decollo mai provato prima e unico al mondo: venne creata una pista a corsie parallele lunga circa 2000 metri, sei per il decollo dei velivoli e altre sei alternate alle prime; le piste vennero trattate con olio esausto, per impedire che la polvere sollevata tra decolli e atterraggi creasse problemi. Questo sistema consentiva il decollo contemporaneo di sei velivoli cosichè, più di cento B26 potevano trovarsi in volo con riflessi positivi in termini di raggio d'azione, tempi di decollo e atterraggio. Assistere a tutti questi decolli simultanei e in assoluta sicurezza risultava oltretutto spettacolare, tantoché queste operazioni vennero chiamate il"Circovolante del Colonnello Randy",l'ideatore principale di talesistema. Lo spostamento delle ostilità nell'Italia settentrionale determinò il 21 settembre del 1944, il trasferimento degli aerei USA dalla base sarda alla Corsica su i campi di Porto Vecchio e Bastia. Con la partenza del 320° Group l'aeroporto di Decimomannu, concluse la sua operatività bellica iniziata nel giugno 1940.
Atterraggio in formazione di sei B26, al rientro da una missione di interdizione nell'alto Lazio nei primi mesi del 1944
Un B26-B-40 del 444° Squadron nel 1944. Alle dipendenze della 12^ Air Force il reparto venne tenuto costantemente in azione contro le linee di comunicazione dell'Asse nell'Italia settentrionale Dopo il conflitto mondiale, date le condizioni climatiche favorevoli e le ampie zone disabitate della Sardegna, si crearono i presupposti per la costituzione di un Aeroporto idoneo per l'addestramento delle forze aeree della NATO. La costruzione delle strutture attuali ebbe inizio nella primavera del 1955 secondo gli standard della NATO, dopo 11 anni di abbandono dell'area del campo di volo. Fu nel 1957 che a Decimomannu ebbe inizio l'addestramento con la Canadian Air Force (CAF), seguita negli anni 60 dalla German Air Force (GAF), e l'Aeronautica Militare Italiana (AMI) alla quale si aggiunse verso la fine del decennio l’United States Air Force (USAF). Nel corso del 1970 la CAF lasciò Decimomannu e fu sostituita dalla Royal Air Force Britannica (RAF). L’aeroporto prese la denominazione di Centro Addestramento al tiro (CAT).
Vengono costruite le prime infrastrutture per accogliere il personale rischierato. Da notare la rotonda in mezzo alla strada, rimasta tale e quale fino ad oggi.
Un Bristol Type 170 Wayfarer appena arrivato, scarica merci e personale delle Forze Aeree Canadesi Con i primi piazzali in cemento arrivano gli aviogetti. In primo piano sono visibili alcuni Canadair T33A, sullo sfondo le sagome dei pochi noti Avro Canada CF100 Canuck Il 1° Luglio 1970, con determinazione dello Stato Maggiore Aeronautica, il CAT assumeva l'attuale denominazione di Reparto Sperimentale e di Standardizzazione al Tiro Aereo (R.S.S.T.A.). La Base è anche sede dell’AWTI (Air Weapons Training Installation) una infrastruttura dedicata all’addestramento con i vari sistemi d’armamento aria-aria e aria-superficie. Fa capo all’AWTI il poligono ACMI (Air Combat Manoeuvering Instrumentation) che comprende uno spazio aereo controllato mediante sensori computerizzati e un poligono di bombardamento, non molto distante dall'aeroporto presso Capo Frasca.
L'SST1 con i colori del CSSTA era uno dei quattro MB326 basati permanentemente sull'aeroporto negli anni 70 e 80
La bella fontana fa da cornice al vecchio ingresso Base intorno al 1960
La presenza USA sulla Base è andata ad aumentare nel corso degli anni. Qui un insolito Douglas A3B della F.D. Roosvelt in sosta su i piazzali intorno al 1963. Il velivolo concepito inizialmente quale bombardiere strategico e nucleare, dagli anni 60 operò quasi esclusivamente per compiti alternativi con equipaggiamenti per missioni speciali. Con il passare degli anni la Base vide un crescente aumento dell’attività di volo che consacrarono Decimomannu come l’Aeroporto con il più alto numero di decolli e atterraggi presente in Europa (circa 450 movimenti giornalieri). Con il passare degli anni e precisamente con il finire della guerra fredda l’Aeroporto si è per così dire ridimensionato e intorno agli anni '90 l’USAF lascia l’aeroporto, seguiti a breve distanza dalla RAF la quale ha ritirato la sua partecipazione nel corso del 1998.
Con la fine della guerra fredda a "Deci" si sono viste situazioni non immaginabili negli anni 80. A quanto pare Il primo combattimento ACMI tra un velivolo della NATO e uno dell'ex Patto di Varsavia si è svolto proprio qui. Attualmente i due utenti principali sono: La German Air Force (GAF), l'Aeronautica Militare Italiana (AMI), ma non mancano gli ospiti occasionali che vedono la partecipazione di tutte le Forze aeree della NATO e perfino altre forze straniere come la SAF Svedese e perfino l’Heyl Al Havir israeliana. Per svolgere la sua attività il Reparto impiega due radar ,di cui il primo assolve compiti anche di difesa aerea nazionale, il secondo assicura, attraverso il Centro di Controllo di Avvicinamento il servizio di assistenza del traffico aereo a tutti i velivoli, civili e militari in arrivo e partenza sia da Decimomannu che da Cagliari Elmas .Il Reparto ha in dotazione gli elicotteri AB 212 della 670^ Squadriglia Ricerca e Soccorso. Questi ultimi sono impiegati non solo nel supporto alle attività dell'Aeroporto, ma anche nel Soccorso Aereo Nazionale e nelle attività peculiari di Protezione Civile a favore della comunità. Nei pressi del piazzale delle Bandiere sono stati collocati i "Gate Guardian", aeroplani che hanno fatto la Storia di questo aeroporto dal 1960 ad oggi, con la speranza, che in seguito altri aeromobili si aggiungano a testimonianza di coloro che si sono sacrificati con il duro lavoro e spesso con la vita per far si che la pace trionfasse fino ad oggi nei nostri cieli.
Simbolica immagine di semiala di F104G posta davanti al Comando della Base. Vi sono rappresentati i maggiori utenti dell'Aeroporto nel corso degli anni. La Medaglia d’oro al Valore Militare
Cielo di Sardegna, 14 Giugno 1942 |
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I REPARTI DELLA II^ GUERRA MONDIALE A DECIMOMANNU |
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Primo reparto in assoluto ad operare da Decimomannu; siamo nel 1940. Il 32° Stormo era formato dal 39°-89° Gruppo con la 49^,50^ Squadriglia. L’aeromobile era l’SM79 e l’SM82, con il ruolo di bombardamento terrestre, assalto antinave e aerosilurante. Il teatro delle operazioni era principalmente la Tunisia
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![]() PATCH DEL 32 STORMO |
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Attivo a Decimomannu dal settembre1941. Il pluridecorato 36° Stormo era formato dal 108° e 109° Gruppo con la 256^, 257^, 258^, 259^ Squadriglia. L’aeromobile SM79 e SM84, operavano con il ruolo di scorta convogli e assalto antinave. Il teatro delle operazioni il Mar Mediterraneo.
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![]() PATCH DEL 108 GRUPPO |
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Operativo a Decimomannu dal 26 giugno1942. La 274^ Squadriglia Autonoma è dotata dell’aeromobile Piaggio P108B. Il suo ruolo è l’assalto antinave e il bombardamento notturno. Il teatro delle operazioni è il Mar Mediterraneo. |
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Operativo a Decimomannu dall’agosto 1942. Il 46° Stormo è formato dal 105°Gruppo con la 254^ e la 255^ Squadriglia, dotato dell’aeromobile l’SM79 con il ruolo di aerosilurante. Il teatro operativo è il Mar Mediterraneo.
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Il famoso
132° gruppo ha incominciato ad operare dall’aeroporto di
Decimomannu nel novembre del 1942. Le sue squadriglie erano la 278^
e la 281^, dotate dell’aeromobile SM79. Il Gruppo operava nel Mar
Mediterraneo con il ruolo di aerosilurante
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![]() PATCH DELLA 278 SQUADRIGLIA |
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Reparto da caccia terrestre il 54° Stormo era formato dal 153° Gruppo, con la 372^, 373^, 374^ Squadriglia. A difesa della Sardegna dal novembre 1942 operava con il Macchi MC202. |
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PATCH DEL 153 GRUPPO |
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Altro celebre Reparto, il 1° Stormo aveva in carico il Macchi MC202. Il suo Gruppo di volo il 17° era formato dalla 71^, 72^, e 80^ Squadriglia. Il suo ruolo, prevalentemente assalto antinave, lo vedeva operare per lo più sulle coste dell’Algeria. Rischierato a Decimomannu dal novembre 1942.
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![]() PATCH DEL 1 STORMO |
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Operativo a Decimomannu dall’aprile 1943, Il 41° Gruppo Autonomo era formato dalla 205^Squadriglia. Con l’SM79 operava nel ruolo di assalto antinave sul Mar Mediterraneo. |
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![]() PATCH DEL 41 GRUPPO |
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Il Picchiatello così soprannominato lo JU87D-3, arrivò a Decimomannu nel maggio 1943. Nel Mediterraneo operava perlopiù nel bombardamento notturno. Con la 207^ e la 237^ Squadriglia formavano il 103° Gruppo Autonomo.
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![]() PATCH DELLA 237 SQUADRIGLIA |
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Operativo a Decimomannu dal 15 febbraio 1943. Il 37° Stormo era formato dal 55° Gruppo con la 22^, e la 220^ Squadriglia. L’aeromobile era il Cant Z1007 Bis ed operava con il ruolo di ricognizione armata. nel Mar Mediterraneo e Algeria.
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![]() PATCH DEL 37 STORMO |
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Il Reggiane RE2001 del 160° Gruppo Autonomo era formata dalla 393^ e 394^ Squadriglia. Inviato a Decimomannu nel marzo del 1943, il reparto operava sempre sul Mediterraneo con compiti di caccia terrestre, scorta e assalto. |
PATCH DEL 160 GRUPPO |
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