Storia - decimomannuairbase

Vai ai contenuti

Storia

Storia
L'aeroporto di Decimomannu, chiamato affettuosamente  come "Deci", si trova a circa 25 km da Cagliari in direzione nord/nord-ovest. Situato tra i comuni di Decimomannu, Decimoputzu, San Sperate e Villasor al cui territorio comunale di fatto appartiene, occupando l'area sulla quale sorgeva il campo di volo durante la seconda G.M. Intitolato al Colonnello Pilota Giovanni Farina, decorato con la d'oro al Valore Militare, per il suo sacrificio nei cieli della Sardegna il 14 giugno 1942.
Ecco l'affascinante storia che racconta le origini e l'evoluzione dell'aeroporto di Decimomannu: Poco prima dell’inizio del secondo conflitto Mondiale in Sardegna erano presenti quattro Aeroporti principali; Cagliari-Elmas (il più importante, con incluso idroscalo), Cagliari-Monserrato, Alghero-Fertilia e il piccolo idroscalo di Olbia. Con lo scoppio della Guerra furono allestiti altri Aeroporti, i cosiddetti “Campi di manovra”, i più importanti dei quali Decimomannu e Villacidro. Decimomannu identificato come campo di manovra segreto  N°34, fu ufficialmente istituito il 3 giugno 1940. Inizialmente fu  creata una pista di volo in terra battuta, lunga circa 2000 metri con orientamento nord-est/sud-ovest su una superficie complessiva di circa 350 ettari. Grazie alla sua posizione, risultava meno vulnerabile alle incursioni nemiche rispetto agli altri aeroporti dell'isola.
Con l’intensificarsi delle operazioni belliche si trasferisce da Cagliari-Elmas il primo reparto di volo: il 32° Stormo. Esso è organizzato su due Gruppi di volo  il 38° (49^ e 50^ Squadriglia) e l'89° (228^ e 229^ Squadriglia), comandato dal Colonnello Gallo  ed equipaggiate con gli  S79 e gli S84, in sostituzione dei poco efficienti e obsoleti S81. In collaborazione con l'8° Stormo posizionato presso l'aeroporto di Villacidro, costituisce la X^ Brigata da bombardamento "Marte" comandata dal generale di B.A. Stefano Cagna. Decimomannu risulta essere privo di infrastrutture aeroportuali di un certo rilievo, dispone soltanto del modesto cascinale "Casa Ansoldi" composto da tre fabbricati rustici. Questi edifici ospitano il Comando di stormo e di gruppo, le mense ufficiali e sottufficiali, l'infermeria, il centralino. Tuttavia con il passere del tempo  vengono realizzati progressivamente  capannoni, una cappella, e rifugi interrati per migliorare le condizioni operative dell'aeroporto. Per la sistemazione del personale vengono individuati vari immobili nell'abitato di Decimomannu, altri invece sistemati nelle tende in aeroporto. All'inizio di giugno lo Stormo conta su 540 militari al suo servizio.
 
Il campo di volo di Decimomannu ripreso dall'alto nel 1941
Personale provvede al montaggio  di un S79.

Armamento di un SM79 del   32° Stormo nel 1940

Pianificazione a Decimomannu di un  bombardamento
contro obiettivi nemici
L'attività operativa non si fa attendere e già la mattina dell'11 giugno 1940 un ricognitore della Regia Aeronautica viene mandato a sorvolare il porto francese di Biserta. Al suo ritorno l'obiettivo  viene convalidato  e alle ore 14:10  ventuno SM79 del 32° Stormo vengono fatti decollare per un'azione di bombardamento; In questa prima azione partecipa sia il comandante della base il Colonnello Gallo che il generale Cagna comandante della X^ Brigata. Durante l'operazione la nave "Finesterre" viene affondata alcuni idrovolanti vengono distrutti, e la nave "Castor" subisce danni, così come  alcuni sommergibili e la linea ferroviaria. Questa azione di guerra segna la prima contro la Francia e una delle prime in assoluto di tutto il    conflitto mondiale. Un’ altra   importante battaglia si svolge il 1° Agosto del '40, questa volta   contro la flotta inglese, nell'operazione Hurry, il cui intento era far giungere 12 caccia Hawker Hurricane a Malta per rinforzare le capacità difensive dell'isola. Il Generale Cagna al mattina   decolla  da Decimomannu per una ricognizione solitaria. Avvistata la flotta nemica rientra alla Base da dove riparte alla testa di una   formazione di diciassette S79 del 32° Stormo e dell'8° Stormo decollati sia da Decimomannu, che da Villacidro ed Alghero. Il contatto con le navi  inglesi avviene a sud delle isole   Baleari. Nonostante gli aerei armati ciascuno  con 5 bombe da 250 Kg,   riescano a colpire alcune navi, diversi S79 vengono abbattuti e tra qui quello del Generale Cagna, causando la morte di  lui e di tutto il suo equipaggio. Al generale Stefano Cagna viene concessa la medaglia d'oro al valor militare  e successivamente viene intitolato il 15º Stormo dell'Aeronautica Militare con base all'aeroporto di Cervia-Pisignano.
Il 32° Stormo partecipa  anche  ad azioni di bombardamento sulla Corsica, e  al siluramento di naviglio nemico, prendendo parte   a diverse battaglie contro le Squadre Navali  Inglesi in transito nel Mediterraneo. In una di queste battaglie, la  Bandiera   del 32° Stormo, merita la Medaglia d'Argento al Valor Militare. Infatti durante un attacco condotto contro Gibilterra, in un aspro    combattimento aereo, cade il Comandante della 49^ Squadriglia, Capitano Pilota Armando Boetto, alla cui memoria viene concessa una   medaglia d'oro al V.M. e al cui nome oggi è dedicato lo Stormo.
Tra il 1941 e il 1943 opera a Decimomannu  il 36° Stormo composto dal 108° e 109° Gruppo (256^, 257^, 258^, 259^ Squadriglia) con velivoli S79 e S84 nel ruolo bombardieri e successivamente come aerosiluranti. Questo reparto partecipa il 27 settembre 1941 in una cruenta battaglia aeronavale tra gli inglesi e gli italiani nel Mediterraneo centrale. Il convoglio inglese è composto dalla portaerei HMS Ark Royal e le navi da battaglia HMS Prince of Wales, la HMS Rodney e la HMS Nelson, mentre gli incrociatori minori sono cinque. Completano la scorta 18 cacciatorpediniere. Alle 12:15 undici aerosiluranti SM84 del 36° Stormo decollano su allarme dall'aeroporto di Decimomannu. Il Col. Helmuth Seidl comandante dello Stormo pilota uno degli aerei alla testa del 109° Gruppo, mentre il maggiore Arduino Buri guida il 108° Gruppo. Si uniscono alla missione altri undici aerosiluranti S79 dello stesso Stormo decollati quasi mezz'ora prima dal vicino aeroporto di Cagliari-Elmas. La scorta è composta da aerei da caccia CR42 del 24° Gruppo. Durante il volo, i gruppi si separano anche per le cattive condizioni meteorologiche. Essendo gli S84 più veloci, sono i primi ad arrivare sulle navi inglesi. Il 108° Gruppo del maggiore Buri, composto da cinque S84 è il primo ad avvistare il convoglio inglese e alle 13:00  e attacca. Colpito dalla contraerea un velivolo entra in collisione con un altro ed entrambi precipitano in mare, mentre  un altro viene abbattuto dopo il lancio del siluro. Malgrado il sacrificio degli equipaggi, nessun bersaglio viene colpito. Trenta minuti dopo arriva Helmuth Seidl insieme agli altri quattro aerosiluranti del 109° Gruppo. L'aereo del capitano Giusellino Verna viene abbattuto dai caccia inglesi Fairey Fulmar di scorta che tentano di impedire  l'avvicinamento degli italiani.  Helmut Seidl insieme all'aereo del  capitano Bartolomeo Tomasino prosegue sotto il fuoco nemico e attacca   la HMS Nelson. La nave viene colpita da un siluro e danneggiata   gravemente,  ma entrambi gli aerei vengono abbattuti   dall'antiaerea della HMS Prince of Wales e della HMS Sheffield.  In questa epica battaglia sette aeromobili   vengono abbattuti, tra cui un CR42 della scorta che aveva tentato di distrarre l'artiglieria antiaerea compiendo evoluzioni sugli inglesi e rimanendo a sua volta abbattuto con la morte del Sergente Luigi  Valotti. Stessa sorte subisce l'S84 del Colonnello Riccardo Helmuth Seidl. A testimonianza e ricordo di questa e di altre sue imprese, il 36° Stormo, oggi si onora di portare il suo nome.

Fase di caricamento di cinque bombe   da 250 Kg su un S79 del 32° Stormo a Decimomannu nel 1940

Un   S79 al parcheggio. L'aeroporto con le sue ampie   dimensioni permetteva la sosta di innumerevoli   aeromobili

Sorvolo del campo di  Decimomannu  da parte di un SM79 della 228^ Squadriglia nel   1941
Nel 1943 la Sardegna è oggetto  dei primi attacchi aerei da parte degli alleati e il 17 febbraio  l'aeroporto  per la prima volta viene bombardato dalle fortezze volanti. Nel frattempo, si rischierano in  periodi diversi altri  reparti della Regia Aeronautica tra cui i più noti sono  il 132° Gruppo Autonomo con il  Maggiore Buscaglia e dotato  di SM79, il 17° Gruppo del 1° Stormo con i Macchi MC202 e il 160° Gruppo autonomo con i caccia Reggiane RE2001. In tre anni di guerra numerosi eroi combattono nelle azioni belliche  da  Decimomannu, tra i quali figurano nomi leggendari come Unia, Boetto, Cimicchi, Mecozzi, Graziani, Farina, Aichner, Casini, Marescalchi, Seidl, Erasi, Pfister, Visconti, Buscaglia, Visconti e molti altri. Nel corso del conflitto anche la Luftwaffe tedesca fa uso dell'aeroporto a partire dal 19 luglio 1940, con l'arrivo di un JU88 e un Ju52, utilizzati in prove di comportamento a temperature elevate. Il KG26, equipaggiato con l'Heinkel He111 aerosilurante, si configura come  la principale unità operativa a Decimomannu, fino al maggio del 1943.

I giornali dell'epoca diedero ampio risalto
all'avvenimento del 27/09.

Celebre immagine che ritrae un S79 del 36° Stormo
che sorvola una nave appena attaccata
      
Benito Mussolini mentre passa in rassegna al reparto schierato e mentre si appresta a salire a bordo di un SM79.
Con la firma dell'armistizio dell'8 settembre 1943,  Decimomannu vede l'arrivo delle truppe americane.  Il 23 settembre 1943, una decina di Curtiss P40 Warhawk appartenenti al 325° FG atterra   sulla pista e con loro un Douglas C47 Dakota, che  trasporta i delegati   incaricati, per avviare ufficialmente l'operazione "Jackstay". L’obiettivo principale    è  le regole relative all’occupazione   della Sardegna da parte delle forze aeree e terrestri anglo-americane. Per Decimomannu si determinerà da parte degli stessi    l'utilizzo delle installazioni aeroportuali preesistenti sul luogo e   l'ampliamento di alcune di esse. L'aeroporto, subisce importanti lavori riguardanti le aree di manovra,  iniziati il 14 ottobre 1943 dal 888° e    845° Aviation Engineeer Company.   Viene realizzata  una   pista larga 150 mt. per 1800 mt. di lunghezza, 180 piazzole   di sosta per gli aeromobili e circa 10 km di bretelle    di rullaggio. In seguito la pista verrà  ulteriormente estesa  fino a raggiungere una larghezza di 300 mt. e una lunghezza di 3000 mt. di lunghezza. Alla fine del  mese arrivano i primi B26 Marauder del 319° Bomb Group composti dal 437°, 438°, 439°, 440° Bomb Squadron con circa 76 aeromobili, e del 320° Bomb Group composti dal 441°, 442°, 443° e 444° Bomb Squadron con circa 86 aeromobili. Insieme ai  Marauder del 17° Bomber Group stanziati  nella vicina Villacidro queste tre grandi unità formano il 42° Wing della NAAF Americana.  Ai reparti aerei si uniscono presto le unità terrestri del 310° Service Group con il 304° e 345° Service Squadron, per garantire il supporto operativo e logistico all’Aeroporto.Il  12 novembre viene condotta la prima incursione da parte dei B26 sulla linea ferroviaria tra Tarquinia e Montalto di Castro. Vengono presi di mira ripetutamente diversi aeroporti della caccia tedesca in Italia centrale e meridionale, in Francia meridionale, con un'attenzione particolare ai ponti stradali e ferroviari sparsi nel centro Italia.  La missione più lunga è compiuta da un gruppo di B26 per attaccare obiettivi sulla costa italiana, nel nord dell’adriatico, mentre l'azione che fece distinguere i Marauder per la loro precisione nel bombardamento è quella dell'attacco all'Abbazia di Montecassino.
Nel febbraio del 1944 iniziano  i lavori di ampliamento dell'Aeroporto con l'obiettivo ambizioso di creare un sistema di decollo mai sperimentato prima e unico al mondo: una pista a corsie parallele lunga circa 2000 metri, con sei corsie  per il decollo dei velivoli e altre sei corsie alternate; le piste vengono trattate con olio esausto, per ridurre la polvere sollevata durante i decolli e gli atterraggi. Questo sistema consente il decollo contemporaneo di sei velivoli permettendo a più di cento  B26 di  trovarsi in volo in poco tempo, con riflessi positivi in termini di raggio d'azione, tempi di decollo e atterraggio. Questo sistema di atterraggio permette un risparmio di 13 minuti di volo per una formazione di 24 aeroplani, con un'estensione del raggio d'azione di circa 50 miglia. Queste operazioni spettacolari e totalmente sicure sono chiamate il "Circo volante del Colonnello Randy", l'ideatore principale di tale sistema. Lo spostamento delle ostilità nell'Italia settentrionale,  determina il 21 settembre del 1944, il trasferimento da Decimomannu dei B26 del 319° e 320° Group, all’aeroporto di Serragia in Corsica. L'ultima missione dei Marauder da Decimomannu avviene il 18 settembre su un'area occupata dalle truppe nemiche a Casalecchio, Legnano. Con la partenza dei due Gruppi l'aeroporto di Decimomannu, conclude la sua attività bellica iniziata nel giugno 1940. Al termine del conflitto l’aeroporto non viene più utilizzato, fino all'avvio dei lavori che porteranno alla sua struttura attuale.
 

Decimomannu fotografato nel 1944. Al suolo si possono contare più di cento piazzole per aeromobili.

ll sistema di decollo e atterraggio  a sei piste. Il decollo multiplo dei B26 consentiva un'estensione del raggio di  azione di circa 50 miglia.

Le sei piste parallele viste dalla cabina del B26

I B26 durante l'atterraggio

Sei B26 in atterraggio visti dall'area Comando

Decollo simultaneo dalle sei piste di Decimomannu

Le prime strutture dell'aeroporto con l'inconfondibile rotonda

Il piazzale delle bandiere
Dopo la seconda guerra mondiale, grazie alle favorevoli condizioni climatiche e alle ampie zone disabitate della Sardegna, si creano le premesse per la costituzione di un aeroporto idoneo  all'addestramento delle forze aeree della NATO a Decimomannu. La costruzione delle attuali strutture, iniziò  al termine del 1954, dopo 11 anni di abbandono, nell'area appartenente al comune di Villasor, estendendosi su circa 500 ettari, dove sorgeva il vecchio campo di volo militare utilizzato durante la guerra. Dopo le operazioni di bonifica, i lavori furono completati con il supporto finanziario della NATO trasformando l'aeroporto in una  base aeromarittima per l'Alleanza Atlantica. L'area disabitata della penisola di Capo  Frasca  fu acquisita e destinata  a Poligono aria suolo mentre Decimomannu divenne il primo dei “Air Weapons Training  Installation” (A.W.T.I.) previsti dai piani NATO dell'epoca.
L’Aeroporto cambiò così la sua iniziale destinazione d’uso,  completando la sua trasformazione in principale base per l’addestramento avanzato degli equipaggi di volo della NATO. I lavori iniziarono nel 1954 includendo una pista pavimentata lunga 3000 metri e larga 45  completata nel 1955. Il 15 maggio 1957 un C119 della 46^ Aerobrigata fu impiegato per il  collaudo della pista, effettuando tre atterraggi. Nel tardo 1956 iniziano i lavori sulla via di rullaggio parallela alla pista, lunga 2500 metri e larga 22,5 metri successivamente trasformata in pista secondaria. Il Reparto Italiano denominato ufficialmente Centro Addestramento al Tiro” (CAT) di Decimomannu, nacque ufficialmente il  15 febbraio 1957 con il Foglio d'ordini N.7.  
Nel tardo autunno del 1956 arrivano i canadesi (causa fine concessione delle infrastrutture da un aeroporto nei pressi di Rabat in Marocco) per un primo sopraluogo,  e nel 1957 viene costituita una unità per   l’addestramento al tiro aereo AWU (Air Weapons Unit)  della Royal   Canadian Air Force (R.C.A.F.) dotata di addestratori T33 Silver Star adibiti al traino dei bersagli, che adotta come simbolo l’arciere  nuragico.  I velivoli canadesi cominciano l'attività di volo di addestramento, regolare ed incessante, fin dall'estate del 1958 con gli F86 Sabre  del 434° Squadron, nella parte meridionale dell'aeroporto. Il 16 dicembre del 1959 fu firmato l'accordo “Tri-nazionale”,   tra Italia, Canada e Germania Occidentale, per la  gestione della Base e dei poligoni ad   essa associati che entrò in vigore l'anno successivo. La responsabilità della manutenzione e funzionamento  e del supporto logistico ai reparti operativi che si addestrano nelle infrastrutture dell' A.W.T.I. fu assunta dall'Italia.   Alla Royal Canadian Air Force (R.C.A.F.) e all'Aeronautica Militare Italiana (A.M.I.) che già operavano  regolarmente a Decimomannu si aggiunse la Luftwaffe tedesca. Nel 1960 viene creato il GAF Detachment che   opera con   continuità sull'Aeroporto, provvedendo all’addestramento dei reparti   di volo di tutte le Forze Armate Tedesche.  Il primo   dispiegamento dei velivoli tedeschi risale al 26 settembre 1960 con un gruppo di Republic F84F del JaboG 32 di Leckfeld.
 
 

Costruzione dell'hangar AMI

Iniziano i primi lavori per la creazione della pista

Schieramenti di  T33 della RCAF canadese

Personale canadese sulla linea di volo

La cooperazione tra le varie nazioni a Decimomannu è  sempre stata la normalità. In queste due immagini vediamo specialisti AM e GAF
impegnati ad imbragare  un F84F della Luftwaffe, che a breve verrà sollevato con una grossa gru. (1963)

Decimomannu nel 1957. In primo piano il deposito carburanti centrale. Sullo sfondo i Sabre canadesi

Il Canadair T33 veniva utilizzato per addestrare gli ecquipaggi al tiro aria-aria, tramite il bersaglio montato sotto  la semiala che veniva sganciato e trainato in volo

Costruzione della nuova torre di controllo ed edifici limitrofi come il nucleo antincendio

Un  Douglas A3B   della F.D. Roosvelt in sosta
su i piazzali intorno al 1963

Un antisom P2 Neptune dell'Us Navy
Il 1° Marzo 1961, l'aeroporto viene intitolato alla Medaglia d’ Oro al Valore   Militare, Col. Pilota Giovanni Farina, Comandante del 36° Stormo di Aerosiluranti, dislocato a Decimomannu, immolatosi in azione eroica   sui cieli della Sardegna il 14 giugno 1942. Il 12 aprile del 1961 si tiene  una solenne cerimonia di alzabandiera per inaugurare la base aerea di Decimomannu e dell'AWTI, evidenziata dalla presenza delle bandiere italiane, canadesi, tedesche, americane e della NATO. Nel settembre dello   stesso anno  viene disciolto il CAT di Brindisi, per essere   riorganizzato come articolazione del CAT/A.W.T.I. col nome di Gruppo Addestramento A.M.I. Nel 1963   il Gruppo Addestramento A.M.I. si trasforma in Sezione   Standardizzazione Tiro A.M.I. Da allora, è incaricato di programmare, coordinare e dirigere le missioni del personale dell’Aeronautica Militare impegnato ad acquisire un’alta professionalità nel tiro e nelle tattiche del combattimento aereo.
 
Per funzioni di collegamento   e traino bersagli, il CAT utilizza prima alcuni T-33A e RT-33A inquadrati inizialmente nella 500^ Squadriglia,  che furono in dotazione al CAT di Brindisi, poi cinque Aermacchi MB326. In carico anche due T6G Texan MM54099 e  MM53692.  Negli anni '90  arrivano gli Aermacchi MB339.  Oltre alle tre nazioni che avevano firmato l'accordo nel '59, nel corso degli anni  '60 la base viene  saltuariamente utilizzata anche  dai velivoli dell’United States Air Force in Europe (U.S.A.F.E.), dell’U.S. Navy   e da altre nazionalità.
 
Il1° luglio 1970, con determinazione dello Stato Maggiore Aeronautica, il CAT A.W.T.I. di Decimomannu assume l'attuale denominazione di   Reparto Sperimentale e di Standardizzazione al Tiro Aereo (AWTI). Fin dalla sua costituzione, nel 1957, al Reparto vengono subito assegnati importanti compiti tra i quali quello di formare gli istruttori di tiro per i Reparti dell’Aeronautica Militare; da  allora sono stati effettuati 33 corsi istruttori tiro e tattiche (CITT), 3 corsi per istruttori tiro antisom e 1 corso sperimentale F104 nel  1977. L’ultimo CITT è stato effettuato nel 1993,  e in tutto sono stati   qualificati istruttori 407 frequentatori tra cui  4 piloti   africani.  
 
Nel corso del 1970 la Canadian Air Force lascia  Decimomannu e il 27 marzo dalla base aerea di Lahr in Germania, sede del quartier generale della CAF (nuova denominazione attuata nel 1968 in sostituzione della RCAF) decolla l'ultimo CF-104   per una missione di bombardamento sul poligono di Capo Frasca, con ai comandi il comandante della CAF in Europa.   E' importante notare che il Canada partecipò   attivamente con il 25 % anche ai costi di preparazione della Base e che 12 gruppi appartenenti ai 4 Stormi dislocati in Europa, furono   rischierati presso l’AWU di Decimomannu con regolarità fin dal 1958.  Il posto   lasciato libero dalla componente Canadian Air Force nel Luglio del   1970 viene preso,  dalla Royal Air Force britannica (R.A.F.) L'attività ufficiale  degli inglesi si materializza il 3 luglio 1970  con l'arrivo del personale di un'unità autonoma denominata RAF Support Unit Decimomannu. Successivamente arrivano gli americani  con l'United States Air Force in Europe (U.S.A.F.E.) che inizia ad operare dal 1970 fino al 1973.
 
 
 
 

Sorvolo di 13 CF104 della RCAF  giunti da Lahr (13 come gli anni di permanenza a Decimomannu) a conclusione
della parata di fine permanenza a Decimomannu.

ll posto lasciato libero dai canadesi nel 1970  fu preso  dagli inglesi. Qui un Gloster Meteor della Royal Navy
Nel Giugno del 1973 si inaugura all'Aeroporto la Chiesa ecumenica  “Domus Dei”, unico esempio in Italia, nel suo genere almeno per quanto riguarda l'ambiente militare, e tra le poche in Europa. Nel 1975 l'aeroporto  ospita temporaneamente il  traffico civile dal vicino aeroporto di Cagliari-Elmas interessato da urgenti lavori di prolungamento della pista nel suo lato settentrionale.
Dopo la guerra in Vietnam nell'USAF crebbe l'interesse per un maggior addestramento dei suoi piloti al combattimento aria-aria e così nel 1973 prese il via l'introduzione di un sistema  nella base aerea di Nellis nel Nevada, che permetteva l'addestramento aria-aria dei piloti, denominato ACMI (Air Combat Manouvering Instrumentation). Nel 1975 si vuole introdurre un sistema simile anche in Europa (per i reparti USAF ivi stanziati) un sistema similare. Dopo diverse valutazioni tecnico-operative viene prescelta Decimomannu e cosi nasce il progetto "Creek Ace" che prevede oltre all'introduzione dell' ACMI, la costituzione di un WTS (Weapons Training Site)  gestito dal 4° Detachment con un contingente fisso  di 95 militari e 180 in servizio temporaneo per supportare gli squadron rischierati. Nuovi accordi sulla ripartizione dei costi relativi alle operazioni ed alla manutenzione delle installazioni dell'aeroporto vengono ridiscussi con gli alleati così suddivisi: USAFE 15%, Luftwaffe 49%, RAF 20%, e AMI 16%. Il sistema ACMI  sviluppato dalla Cubic Defence Systems divenne operativo nell'ottobre del 1979 e comprendeva oltre a diversi complessi all'interno dell'aeroporto, uno spazio aereo al largo della costa occidentale della Sardegna, controllato mediante sensori  non molto distante dall'aeroporto stesso e dal poligono di Capo Frasca. Questo sistema permette un realistico addestramento avanzato al combattimento aereo manovrato, permettendo di seguire gli eventi in modo "live", registrarli e riproporli durante il debriefing, per la conseguente valutazione dei risultati. L’ACMI americano porta la Base aerea di Decimomannu alla ribalta tra gli aeroporti militari europei e mondiali, riservandogli un ruolo chiave ed esclusivo  in ambito europeo. Per potenziare e rendere più realistico l’addestramento   al combattimento aria-aria dei reparti dispiegati in Europa l'USAFE, ricorse costantemente al supporto del 527° Squadron situato a Alconbury e successivamente trasferitosi a Bentwaters in Inghilterra, dotato di aeromobili Northrop F5E  e  dal 1989, di General Dynamics F16C. In media sei velivoli “aggressors”  venivano permanentemente rischierati sulla Base. I loro piloti, esperti nelle   tecniche di combattimento aereo utilizzate  dalle forze aeree dell’ex Patto di Varsavia, contribuirono all’addestramento di tutti gli equipaggi da caccia americani assegnati alle basi europee e della NATO attraverso un intenso programma di "Dissimilar Air Combat Training" (DACT). L’ultimo rischieramento degli F16C degli “aggressors” è avvenuto nel '90 poco prima dello scioglimento del 527° Squadron.
IL 527° Aggressor Squadron con gli F5 adottava le tecniche di combattimento aereo utilizzate dai piloti dell'allora Unione Sovietica.
Nel  1985 avviene il passaggio del supporto americano alle missioni di addestramento USAFE dal 4° Detachment al neocostituito 7555° Tactical Training Squadron, che si avvale delle esperienze operative acquisite dal precedente gruppo. L'anno successivo, nel 1986  entra in funzione il nuovo sistema  HRS (Hidrant Refuelling System), concepito  per semplificare e accelerare il rifornimento dei velivoli.  Con 51 punti di distribuzione, è il più grande al mondo e rappresenta ancora oggi l'unica soluzione in Europa per numero di pantografi a   disposizione. Questo sistema consente di rifornire in modo sicuro ed efficiente un alto numero di velivoli  direttamente nelle rampe di parcheggio senza l'utilizzo delle autobotti.
Nuovamente per circa sei mesi  tra il 1985 e il 1986 l'Aeroporto  ospita l'aviazione civile, a causa di importanti lavori di riqualificazione della pista del vicino Aeroporto di Cagliari Elmas. Nello medesimo periodo vengono condotti grandi lavori di manutenzione alla pista e ai raccordi oltre alla costruzione di  un nuovo  parcheggio per  velivoli di maggiori dimensioni.  Nel novembre del  1986 viene revocato il divieto, per i piloti italiani, di effettuare combattimenti fra velivoli dissimili. Il primo combattimento simulato per così dire “legale” viene condotto  nel poligono  ACMI tra Sea Harrier della Royal Navy e Lockheed F104 dell'AM  del 9° Stormo. In questi  anni la Base registra un crescente aumento dell’attività di volo   affermandosi  come l’aeroporto con il più alto numero di decolli e atterraggi presente in Europa (circa 450 movimenti  giornalieri)  e un consumo di carburante per aeromobili superiore  a  1.000.000 di litri in una sola giornata.  L’attività complessiva si poteva riassumere in una  media di circa 60.000 movimenti di velivoli all’anno, di cui  45.000  aerotattici e 15.000 da trasporto.
Con il passare degli anni, soprattutto  con la fine della guerra fredda, l'attività si riduce. Nel 1991 chiude il 7555° TTS e l’USAFE lascia l’aeroporto rimanendo comunque proprietaria dell'ACMI e rischierandosi saltuariamente con i suoi reparti di volo per diversi cicli di addestramento. Nel medesimo anno, a seguito della riunificazione delle due Germanie, si rischiera per la prima volta  un  reparto della Luftwaffe dotato di MIG 29, rendendo la Base  la prima in assoluto dove si svolge ufficialmente un  combattimento simulato tra aviogetti appartenenti a forze aeree  dell’ex Patto di Varsavia e quelli della NATO. Nell 'agosto del 1998 la RAF come l'USAF qualche anno prima,  lascia l'aeroporto.
 
 
 
 
 
 

Il primo combattimento ACMI tra un velivolo della NATO
e   uno dell'ex Patto di Varsavia si è svolto proprio qui.



La Chiesa ecumenica   “Domus Dei”
Dal 1998 il Reparto ha visto la partecipazione esclusiva delle Aeronautiche Militari Italiane e Tedesche  con oneri suddivisi al 50%, sulla base di un accordo bilaterale. Nel 2002 è stato introdotto un nuovo sistema per il combattimento simulato, denominato A-ACMI (Autonomous Air Combat Manouvering Instrumentation). Questo sistema, infatti, non prevede l’uso di   armamento reale, ma esclusivamente di segnali   elettronici grazie allo sfruttamento del GPS e trasmissione dati via "datalink", offrendo notevoli vantaggi addestrativi ed economici. Per svolgere la propria attività il Reparto  impiega due Radar di cui il primo assolve compiti anche  di difesa aerea nazionale, il secondo assicura,  attraverso il centro di controllo di avvicinamento, il  servizio di controllo del traffico aereo a tutti i velivoli, civili e militari, in arrivo e partenza sia da Decimomannu che da Cagliari Elmas. Nel novembre del 1999 viene svolta un'importante esercitazione, la TLP (Tactical Leadership Program) con la presenza di numerose Forze Aeree dela NATO. Il 25 settembre 2009 viene firmato un nuovo Accordo Tecnico (Tecnical   Agrement), tra Germania e l'Italia.  
Oltre alle Forze aeree già menzionate anche altre nazioni si addestrano sporadicamente presso le  strutture dell'A.W.T.I., grazie a temporanee intese internazionali di cooperazione. Sono state ospitate anche   Forze Aeree di nazioni non appartenenti al Patto  Atlantico, quali: la SAF (Swedish Air Force),  IAF (Israeli air force) e la Swiss air force.
Con regolarità si svolgono esercitazioni aeree nazionali ed internazionali su media e larga scala quali: Operazione Sardinia, Display Determination, Dragon Hammer, Mace, TLP, Imperial Hummer, Spring Flag, Starex  e Vega.
Nel febbraio 2011 con  lo scoppio della crisi libica  la comunità internazionale intervenne in risposta a una risoluzione dell'ONU che istituiva un embargo sulle armi dirette in Libia e una  “no fly zone”. Diversi paesi aderirono all'intervento armato,  inaugurato dalla Francia,  Gran Bretagna e USA il 19 marzo  2011. Negli aeroporti italiani nel frattempo furono inviati numerosi aeroplani  della coalizione; Il 21 marzo gli spagnoli inviano a Decimomannu quattro EF18, supportati da un B707TT, 1 C130 e un CN225,  il 24 marzo gli olandesi si rischierano con  sei F16AM e tre giorni più tardi sei F16E/F e sei Mirage 2000-9EAD vengono inviati dagli Emirati Arabi Uniti. Il 31 marzo l’intera operazione passa sotto  il controllo NATO,  assumendo la designazione ufficiale di  Operazione “Unified Protector”. Da Decimomannu si concentrarono le operazioni riguardanti esclusivamente la difesa  aerea, la ricognizione e il SAR. Il 26 aprile gli Emirati spostano i propri  velivoli da Decimomannu a  Sigonella, in modo da essere più vicini  alla zona di operazioni. Ufficialmente le operazioni contro la Libia si concludono  il 31 ottobre del 2011.
 
L'A-ACMI è un sofisticato sistema che consente di addestrare in modo
 realistico piloti e personale. 
       Saltuariamente reparti della Swiss Air Force si addestrano nell'aeroporto di Decimomannu.
Nell'aeroporto è presente   un reparto di volo, l'80° Centro SAR passato alle  dipendenze del 15° Stormo nel dicembre del 2013 e dotato di aeromobili Lonardo AW139. Questi  non solo supportano le attività di Base, ma concorrono anche nelle attività di  Soccorso  Nazionale . L’unità di volo venne   istituita l’8 gennaio 1961 con denominazione Squadriglia   CAT e dotata di un Bell 47-J3. Nel 1979 la 670^ è la prima Squadriglia SAR, in Italia, a ricevere gli elicotteri AB212, nella  speciale configurazione “AWTI”, acquistati dalle Nazioni utenti della Base. Nel corso degli anni il Reparto,  ha salvato e  trasportato a seguito di gravi incidenti volo ben 45 naviganti di diverse nazionalità   (19 Tedeschi, 16 Italiani, 4 Inglesi, 3 Canadesi, 2 Americani e 1 Olandese) e ha soccorso e trasportato più   di 500 civili di diverse nazionalità. L'80° Gruppo collabora regolarmente con la protezione civile, il CAI (club alpino italiano), il servizio del 118, la Polizia di Stato, ecc. Fin dagli anni 80 anche l’industria aeronautica "Leonardo" è presente su Decimomannu dove mantiene, proprie strutture permanenti per   garantire il supporto ai propri aeromobili impegnati in cicli di  prove.  

AB 204 del CAT mentre sorvola  uno schieramento di F86.

Un AB47 con tre esemplari  di AB212 nella
speciale configurazione AWTI.


Un particolare Sea Harrier ancora in carico alla Royal Navy   britannica ma con i nuovi colori dell'Indian Navy.
      
Un Antonov An26 delle Forze Aeree serbe a Decimomannu.

La Regina Elisabetta II in visita all'aeroporto di Decimomannu il 20 aprile 1961.

Il Papa arriva a Decimomannu

Dal 1955 ad oggi si sono rischierati a Decimomannu oltre 400 reparti diversi  appartenenti a 30 Nazioni, con più di 150 tipi di aeromobili, alcuni dei quali rari o particolari. Da allora a fronte di circa 2.500.000  movimenti aerei, solo circa 60 aerei  militari sono andati distrutti in incidenti di volo (il triste primato spetta agli F104 con 20 velivoli persi)  con 24 naviganti di diverse nazionalità deceduti e ricordati nella chiesa  del poligono aria/suolo  di Capo Frasca. Tra le varie curiosità, si segnala che a Decimomannu sono state svolte riprese cinematografiche per la serie televisiva di produzione italiana “Giovani Aquile”(1989) e per il film tedesco del 1998, intitolato “Helden der zufte” (Eroi del cielo). Numerose personalità di spicco hanno varcato le porte dell'aeroporto di Decimomannu nel corso degli anni, dall'arrivo di celebrità del mondo dello sport e band musicali, fino alle visite di capi di Stato e di Governo. Tra gli eventi più significanti spiccano la visita della Regina Elisabetta nel 1961 e quella del Papa Giovanni Paolo II nel 1986, il futuro Presidente della Repubblica, allora Sottosegretario di stato alla Difesa, Onorevole Francesco Cossiga (08/04/1968), la squadra di calcio del  Cagliari di Gigi Riva nel 1970, Giulio Andreotti, la nazionale di calcio tedesca che perse i mondiali contro 'Italia nel 1982 e il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano (30/04/2007).
Nel 2018 è stata istituita a Decimomannu  la 4^ Sezione Elicotteri della Guardia Costiera. L’unità  assicura un servizio di allarme di ricerca e soccorso in mare nella vasta area  di competenza che circonda la Sardegna. Inoltre garantisce il servizio di vigilanza delle attività di pesca e delle risorse biologiche, la tutela dell'ambiente marino e costiero.
Sempre nel 2018 al fine di soddisfare le richieste, nazionali e straniere, in tema di addestramento al volo, l’Aeronautica Militare e Leonardo S.p.A. hanno firmato una Lettera d’intenti per istituire a Decimomannu  una Scuola di Volo Internazionale International Flight Training School - IFTS. La scuola inaugurata nel maggio del 2023   ha iniziato formando piloti provenienti  da Italia, Germania, Austria, Qatar, Singapore e Giappone. Nel 2024 numerosi altri paesi hanno espresso interesse a formare i propri piloti in quella che è considerata la più moderna scuola di addestramento al mondo.
Terminiamo questa significativa storia nel ricordare che nei pressi del piazzale delle Bandiere sono stati collocati i "Gate Guardian", aeroplani che hanno fatto la Storia di questo aeroporto dal 1960 ad oggi. Si auspica è che in futuro altri aeromobili si uniscano a loro, come  testimonianza del sacrificio e del duro lavoro di coloro che hanno difeso, spesso con la propria vita  il nostro Paese. Grazie DECIMOMANNU
Fonte: Libro Decimomannu di Alessandro Ragatzu - https://it.wikipedia.org/wiki/Aeroporto_di_Decimomannu - http://www.aeronautica.difesa.it -  Rivista RID - Rivista JP4 - Altro
Torna ai contenuti